
Per Cavallo “dare diritti a chi non ne ha non equivale a sottrarli ad altri, ma significa togliere terreno all’economia illegale che prospera proprio dove non si sono diritti e vige la legge della giungla. Adesso la sfida è continuare l’impegno per una nuova governance del mercato del lavoro agricolo coinvolgendo attivamente le parti sociali e gli enti bilaterali territoriali, a partire dalla organizzazione dei corridoi verdi e dalla organizzazione di un sistema dignitoso di ospitalità. L’obiettivo deve essere incentivare il lavoro agricolo di qualità e coltivare una cultura permanente della legalità contro ogni forma di sfruttamento e di concorrenza sleale partendo dalle scuole. Il futuro delle nostre filiere agroalimentari – conclude Cavallo – si gioca sulla qualità del lavoro, sulla trasparenza delle produzioni e sulla sostenibilità ambientale ed etica delle imprese agricole”.